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WEB CAM A SANT'AGATA FELTRIA (RIMINI)
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Cosa fanno i santagatesi? |
Sant'Agata Feltria |
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WEBCAM PANORAMICA
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SITO UFFICIALE WEBCAM SANT'AGATA FELTRIA
Da queste webcam è possibile monitorare le condizioni meteo, (sole pioggia neve) guardare lo svolgimento delle principali manifestazioni che si svolgono in paese, chiedere a un amico o famigliare di portarsi davanti per essere visto dall'altra parte del mondo, o semplicemente per curiosare a Sant'Agata Feltria.
La nuova webcam è per il momento (per il momento perchè come detto in precedenza non è vincolata alla tensione di linea 220v) posizionata all'esterno della mia abitazione e fornisce una bellissima vista panoramica sul centro storico di Sant'Agata Feltria dove sono facilmente riconoscibili parte della piazza principale, p.zza Garibaldi, la facciata della chiesa e la macchia dei castagni, nelle colline dietro Sant'Agata Feltria.
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PREVISIONI METEO SANT'AGATA FELTRIA |
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SANT'AGATA FELTRIA |
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Tra fede e letteratura la storia ci consegna le bellezze di Sant'Agata Feltria
La roccia della Santa e del Veltro
Un antico scrigno, un nuovo tesoro per la Romagna
Luogni e Monumenti
di Silvia Veneti
Salendo verso l'alto, sulle colline dell'entroterra romagnolo, l'aria cambia. Si fa più tersa e pungente. Ti entra dentro come un balsamo rinvigorente da respirare a pieni polmoni. Le mattinate brumose di dicembre si spalancano in giornate luminose sospese tra raggi sottili e ombre lievi sulle morbide vallate del Montefeltro. Lo sguardo plana e si impenna, placandosi nelle meraviglie di questi paesaggi rassicuranti e selvaggi al tempo stesso. In quel lembo di Romagna che è alle spalle di San Marino, tra le vallate dei fiumi Savio e Marecchia, si erge l'antico borgo di Sant'Agata Feltria, che da pochi mesi è entrato a far parte della Provincia di Rimini.

Un grappolo di case strette entro l'antica cinta muraria, custode dì antiche memorie. Stradine di sanpietrini grigi e sbuffi d'erba si intrecciano inerpicandosi in ripide salite. Sullo sperone roccioso che domina il piccolo borgo si erge imperiosa la Rocca.

Il bastione medievale è più alto che largo e si appoggia su mura ardite a strapiombo sulla vallata "come un gigante in bilico su un trampolino di roccia". Le origini dell'antico borgo si perdono nella notte dei tempi. Intorno al 600 d.C., in seguito ad una frana, dal Monte Ercole sovrastante si staccò una roccia arenaria, su cui agli inizi dell'VIII secolo sorse una chiesa dedicata a Sant'Agata. Santa e martire il cui culto era diffuso soprattutto nell'Italia meridionale. Ai piedi della roccia venne a costituirsi un agglomerato di case, che in principio ebbe il nome di Pietra Arenaria, modificato in Anellaria prima, in quello attuale poi. Secondo una leggenda, la chiesa fu costruita in ricordo di Sant'Agata, che, insieme a San Marino e San Leo, risaliva il corso del Marecchia alla ricerca di un luogo adatto alla preghiera. Seguendo la loro inclinazione ascetica i tre santi decisero di separarsi Leone si stabilì sul Monte Feltro, Marino sul Monte Titano e Sant'Agata sul Monte di Perticara. In seguito Sant'Agata si rifugiò a valle, negli anfratti di una roccia detta "Sasso del lupo" o "Pietra anellaria", che da lei venne chiamata prima "Rocca di Sant'Agata " e poi per le numerose abitazioni sorte attorno al sacello “Pagus di S. Agata”. Vecchie memorie dicono, invece, che il paese venne fondato dai Goti. Sulla fine dell' 800, per investitura ecclesiastica, tutto il territorio santagatese venne signoreggiato dai Cavalca Conti di Bertinoro, i quali mantennero il feudo per quasi due secoli. L'unica famiglia, fra le tante del Montefeltro, che riuscì ad avere uno stabile potere in Sant'Agata fu quella dei Faggiolani, fra il 1315 e il 1355. Il signore che più vi impresse la sua impronta fu Uguccione della Faggiola (1250-13191) di dantesca memoria canta come il "Veltro ghibellino" nelle canzoni popolari. Nel 1430 Sant'Agata Feltria venne data in Vicariato ai Malatesta fino a quando Federico da Montefeltro con la battaglia del Cesano del 1463 restò incontrastato Signore di questi luoghi. Restaurò l'antica Rocca e consolidò le strutture difensive di quella che allora era una delle terre più popolose del Ducato. Lungimirante e abile diplomatico, Federico decise di concedere in sposa la figlia Gentile Feltria ad un valoroso condottiero: Agostino Frego (1442-1486) membro di una delle più potenti famiglie italiane. Gentile Feltria portò in dote dodici castelli ed altrettanti territori tra i quali anche Sant'Agata. Con i Fregoso Sant'Agata conobbe i suoi giorni migliori. Elevata al rango di una piccola corte a cavallo fra la Romagna i il Ducato d'Urbino acquisì importanza strategica per la sua posizione dì confine, diventando assieme alle Rocche di San Leo e Maiolo la punta più avanzata del sistema difensivo settentrionale del Ducato. Negli ultimi due secoli la Rocca venne adibita a Convento dei Frati Minori Conventuali, a edificio per le scuole superiori di ginnasio e a carcere militare durante la prima guerra mondiale. Tuttavia conserva immutati il fascino e la sobria maestosità che la contraddistinsero nel Medioevo. Nel 1605 Grazio Fregoso fece costruire nel centro del borgo a spese del popolo e del Rettorato, il "Palazzone", attuale sede municipale.

Il Teatro fu ricavato pochi anni più tardi e nel 1723 ebbe inizio l'edificazione del primo ordine di palchi ad opera della Società Condomini. Un insolito accesso laterale alla platea testimonia la storia intensa di questo teatro. L'attività teatrale fu sempre molto intensa a S.Agata. Nel 1838 si formò una società musicale che assunse il nome di "Accademia Filarmonica" e venne diretta dall'appena ventenne Maestro Angelo Mariani di Ravenna, destinato a divenire uno dei più prestigiosi direttori d'orchestra italiani. A lui è dedicato il Teatro Mariani che oggi è uno dei rari esempi di teatri antichi realizzati interamente in legno. Il teatro toccò il proprio apogeo di fama negli anni Venti, con la presentazione del "Rigoletto" di G. Verdi. Per l'occasione, le musiche furono eseguite dall’orchestra del teatro "La Scala" di Milano, invitata dall'impresario santagatese Ciro Ragazzini. Nel corso dei secoli si è preservato dagli incendi grazie alla gestione oculata e gelosissima, prima della famiglia Fregoso che lo volle edificare, poi della "Società Condomini" proprietaria dei palchi. Pur nelle sue ridotte dimensioni ha sempre suscitato l'interesse e l'ammirazione di uomini di cultura ed appassionati di tutto il mondo. Il Senatore Giovanni Spadolini nella sua visita del 3 Gennaio 1989, lo definì "un insostituibile tassello della cultura universale". Ma l'avvenimento di maggior importanza della storia recente del Teatro si svolse nel Maggio del 1993, quando il grande Vittorio Gassman lo scelse per le sue recite Dantesche, trasmesse poi per intero dalla RAI. La fatica, la tensione, il sudore, lo sforzo quasi maniacale per un risultato artistico definitivo del grande attore trovarono la loro cornice ideale proprio in questo piccolo teatro del Montefeltro.

Il paese conserva uno splendido centro storico, perfettamente conservato, e diversi complessi di notevole valore tra cui il Convento e la Chiesa di San Girolamo, la Chiesa Collegiata, il Convento delle Clarisse e la Chiesa di San Apollinare che custodisce un'immagine miracolosa della Vergine. L'antico borgo è conosciuto soprattutto per la Fiera del tartufo bianco pregiato e dei prodotti agro silvo pastorali, manifestazione nazionale che si tiene ogni anno nelle domeniche di ottobre. A dicembre invece si trasforma nel "Paese del Natale". Le vie assumono contorni di fiaba tra renne che trainano slitte tintinnanti e suoni festosi di campanelli, zampogne e musiche natalizie. Nelle strade più particolari e suggestive vengono allestiti presepi caratteristici, mentre i mercatini di prodotti tipici, addobbi e statuine colorano il borgo con la magia del Natale. |
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